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Andrea Marcucci, doppio carpiato con avvitamento verso il M5S

23/08/2019

Andrea Marcucci, doppio carpiato con avvitamento verso il M5S

Andrea Marcucci è il non-leader politico che finisce oggi sotto i nostri riflettori.

In un agosto di ardite giravolte politiche – eufemismo -, abbiamo scelto lui. Dice: perché? Perché Marcucci, renziano docg, è capogruppo della pattuglia democratica in Senato, là dove il governo è caduto e si è assistito all’acrobazia del Pd.

A Palazzo Madama ha lasciato la parola al suo capocorrente (o capopartito), mentre poche ore fa è stato tra i dem presenti allo storico incontro con il M5S.

Ma nei giorni e nelle settimane precedenti, Andrea Marcucci ha parlato attraverso il mezzo che tutti criticano e che tutti utilizzano.

Ci rifacciamo come sempre alla gestione della pagina Instagram del non-leader, che in questo caso è @andreamarcuccipd, e a quella Fb, “Andrea Marcucci“.

Da entrambe si può vedere plasticamente come andasse nel tempo allenandosi a quel doppio carpiato con avvitamento che ha poi condotto il Pd dallo strenuo attacco al M5S all’accorato appello alla “responsabilità” e a tutto il resto.

Da video e foto conditi da parole molto forti a post di “alleggerimento”. Dopo la crisi di San Domenico innescata da Salvini, Marcucci aspetta infatti 5 giorni per “posizionarsi”. Lo fa con un’immagine del ministro dell’Interno che balla in Riviera Romagnola.

Intervista al CorSera pubblicata da Marcucci il 19 agosto

“Il diktat del Papeete è stato respinto. Salvini finisce in minoranza, i ricatti al Parlamento non sono finiti bene. Ora il ministro spaccone preceda Conte e vada al Colle a dimettersi”.

Dopo questa, solo e soltanto disimpegno foto di grigliate in famiglia e caffè in autogrill. Una sorta di disimpegno che sa di attendismo, insomma. Sono i giorni in cui il Pd combatte tra la richiesta di elezioni di Zingaretti e l’apertura di Renzi al M5S, che poi arriverà in Senato.

L’ultima, due sere fa, è proprio con Renzi all’inaugurazione della scuola di politica di Barga.

Allora è interessante fare un passo indietro di qualche settimana o di qualche mese.

Qual è la narrazione che ci propone Marcucci? Anti-M5S, ovviamente. Con toni e parole anche di fuoco.

Il 9 luglio pubblica un post con un’opinione di Davide Casaleggio (“Il Parlamento? In futuro forse non sarà più necessario”).

“La riforma costituzionale del governo Renzi riduceva i parlamentari e introduceva il monocameralismo. Quella del M5S vuole solo svuotarlo. Per questo il suo vero autore si chiama Davide Casaleggio”.

Ancora più indietro. 5 giugno. Una foto di Di Maio – passato, nello storytelling dem da “steward del San Paolo” a autorevole interlocutore del governo della svolta – con una sua dichiarazione: “La procedura di infrazione riguarda il debito prodotto dal Pd”.

Didascalia cocente: “Ha un futuro come comico. Ha le carte in regola per subentrare a Grillo sul palcoscenico. Di Maio, ovvero un disastro al governo ma un futuro nello spettacolo”. O forse al governo con il Pd?

Sì, forse al governo col Pd, considerata l’intervista del 19 agosto al CorSera che Andrea Marcucci pubblica sulla propria pagina Fb il 19 agosto (foto qui sopra e link qui). Titolo: “Un’intesa per l’interesse nazionale. Fico? È imparziale, mi ha impressionato”.

Sempre il 19 agosto, e sempre su Fb, foto con Renzi e didascalia della svolta.

“Non ho cambiato di una virgola il mio pensiero sui 5Stelle e sul disastroso governo che hanno fatto con Salvini. Riscriverei uno per uno i tanti tweet che ho dedicato alla compagnia di giro messa a Palazzo Chigi da Di Maio. Ci sono dei momenti nella storia di un Paese in cui però deve prevalere l’interesse pubblico sull’interesse di parte”. 

E oggi pomeriggio, dopo il vertice alla Camera. “Il primo incontro con la delegazione del M5S è andato bene. Sono ottimista: credo che entro martedì riusciremo a portare al Colle un progetto serio per l’Italia”.

Il doppio carpiato con avvitamento è completo. Attendiamo di conoscere il punteggio della giuria.

I non-leader già finiti sotto i nostri riflettori:

  • Laura Ravetto (qui)
  • I deputati Pd saliti sulla Sea Watch (qui)
  • Gianluca Festa, sindaco di Avellino (qui)

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