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PiQu – Il Plurale Quotidiano: a Roma il debutto del primo giornale italiano realizzato con l’IA

di VelocitàMedia · · 3 minuti di lettura

Si chiama PiQu – Il Plurale Quotidiano, ed è il primo giornale italiano realizzato attraverso l’IA.

Il battesimo è avvenuto lo scorso 23 settembre, al GAMM – Game Museum di Roma, nell’ambito della Roma Future Week, la manifestazione dedicata all’innovazione e alle tecnologie del futuro.

L’algoritmo al servizio della redazione

A ospitare la nascita del nuovo progetto editoriale è stato il talk dal titolo “L’Inchiostro e l’Algoritmo: il giornalismo alla prova dell’IA”, che ha riunito giornalisti e professionisti dell’informazione per confrontarsi sulle trasformazioni in atto. In particolare, appunto, l’impatto dell’Intelligenza Artificiale sul giornalismo. Le tecnologie finiranno per sostituire completamente l’uomo – in questo caso il giornalista – o l’uomo le farà diventare uno strumento da gestire in base alla necessità e per ampliare le proprie possibilità? Di questo ha parlato l’editore Andrea Stranieri e il direttore editoriale Gianluca Cerasola, che ha perimetrato l’attività dell’Intelligenza Artificiale come quella di una tecnologia che non sostituisce la componente umana, ma le va in supporto, velocizzando operazioni, organizzando grandi quantità di informazioni e assistendo il lavoro giornalistico.

Il “dietro le quinte” della notizia

Moderati dalla giornalista Silvia Roberto, i relatori hanno affrontato il tema del rapporto tra giornalista e IA sotto il profilo professionale, culturale e etico.

Al confronto sul rapporto tra deontologia, cultura professionale e innovazione digitale hanno preso parte numerosi esponenti del panorama informativo e politologico, tra cui Adolfo Spezzaferro (L’Identità), Edoardo Sirignano (Il Tempo), Annalisa Colavito (European Affairs), Camille Chenaux (Corriere del Ticino), Maria Luisa Cocozza (TG5), Dundar Kesapli (Associazione Giornalisti del Mediterraneo), la giornalista russa Yulia Bazarova, Lelio Antonio Denagutti ed Erika Eramo.

Il dibattito: governare la tecnologia senza subirla

Ne è emerso un quadro plurale, nel quale l’Intelligenza Artificiale è stata osservata come opportunità, strumento di lavoro, elemento di trasformazione e possibile rischio per la professione, se non venisse governata ma, piuttosto, subita.
Durante l’incontro si è passati dalla teoria alla pratica quando l’editore Andrea Stranieri ha portato il pubblico idealmente all’interno della redazione tecnologica di PiQu.

Attraverso una dimostrazione video, Stranieri ha mostrato il funzionamento dietro le quinte del sistema e il modo in cui l’IA interviene nel processo di costruzione della notizia: dall’analisi e organizzazione delle informazioni alla gestione dei dati e dei flussi che conducono alla produzione del contenuto giornalistico.

Un “dietro le quinte della notizia” che ha reso concreta una domanda centrale: non soltanto se l’IA sostituirà i giornalisti, ma come cambierà il loro lavoro quando questi strumenti diventeranno parte stabile delle redazioni.

È su questo terreno che si colloca il progetto presentato alla Rome Future Week: integrare l’Intelligenza Artificiale non come sostituto della componente umana, ma come tecnologia di supporto, capace di velocizzare operazioni, organizzare grandi quantità di informazioni e assistere il lavoro giornalistico.

Se da un lato, dunque, c’è l’inchiostro, e dall’altro l’algoritmo, in mezzo resta la figura del giornalista, chiamato a governare l’Intelligenza Artificiale senza rinunciare a ciò che rende il giornalismo un mestiere profondamente umano.

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