Comunicazione (è) Politica

“Tu vali tu”: nuova app, il Pd al traino del M5S

01/10/2019

“Tu vali tu”: nuova app, il Pd al traino del M5S

“Tu vali tu”, è il nuovo lampo di genio della comunicazione del Partito democratico.

Non perché il nome della nuova app del Pd sia un’idea senza valore. Non sappiamo chi l’abbia partorita, e senz’altro si tratta di professionisti di livello. Il problema è che comunicazione e politica, specie a questo livello, dovrebbero viaggiare su binari diversi ma paralleli.

“Tu vali tu”, invece, è la spia che nel Pd tutta questa unità d’azione non sembra proprio esserci.

Naturalmente, quando dici “tu vali tu” la mente viaggia in automatico all’“uno vale uno” del MoVimento 5 Stelle. Un motto criticatissimo ovunque e da ogni parte, e a cui è stata quindi agganciata un’etichetta negativa. Non male (!) l’idea di utilizzare lo stessissimo schema – tre parole: prima e terza uguali, la seconda “vale” – per un progetto teoricamente avversario.

Come si fa, quindi, nel Pd a pensare di battezzare in questo modo una qualsivoglia iniziativa? L’aggravante è che, come detto, “Tu vali tu” è il nome della nuova app del Pd (un euro mensile da Google Play e App Store). E cosa si potrà fare con questa app? Tante cose. Su tutte, il tesseramento.

Uno schema della app Pd “Tu vali tu” (foto: Ansa)

Praticamente, se già prima le sezioni dei partiti erano quasi tutte chiuse e quelle poche aperte erano per la maggior parte dem, ora di queste che ne sarà?

Ricordate le polemiche feroci sul “Movimento come creatura del digitale, scollata completamente dai problemi reali del Paese” e via dicendo? Dimenticatevele, e in fretta. Oggi, non soltanto il Pd battezza con lo stesso schema una sua nuova creatura. Ma si lancia a testa bassa in quel mondo virtuale “che allontana dai problemi del Paese”.

Inoltre, l’app dà possibilità di accesso alla sezione “consultazioni”, dedicata ai sondaggi, in cui “si offrirà la possibilità di dire la propria sui principali temi sociali e politici”. Cosa vi ricorda? Esatto, Rousseau. Ma non è fantastico?

Nonostante non si tratti di vere e proprie votazioni come sulla piattaforma della Casaleggio, siamo comunque in presenza di acquisizione di dati e opinioni. E siccome ormai funziona così, sicuri che questa base di dati non influenzerà le posizioni di qualcuno nel partito?

“Tu vali tu”, diciamolo, sembra un po’ il pezzotto di “uno vale uno”.

Certo, può essere un modo per controllare ed evitare le schifezze registrate dalle cronache in fase di tesseramento e per avere un contatto maggiore con gli elettori. Ma può essere sufficiente come pezza di appoggio?

Permetteteci di dubitare. Si tratta molto semplicemente di una svolta digitale nel segno della confusione più totale. Nel segno, cioè, del magico mondo del Pd.


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