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Meloni-Schlein, amarsi un po’

05/01/2024

Meloni-Schlein, amarsi un po’

Meloni-Schlein, una contrapposizione che fa bene a entrambe.

Tra i tanti spunti di riflessione che la conferenza stampa di ieri del presidente del Consiglio ha offerto, c’è certamente questo. Il tentativo di legittimazione del segretario del Pd come avversario è piuttosto evidente. Lo era già da tempo, per la verità. Si pensi ad Atreju, quando la Meloni ha invitato la Schlein e non Giuseppe Conte (forse anche per le polemiche sul Mes che non le avrebbero fatto molto gioco).

Nel momento in cui scrivo, Elly Schlein non ha ancora accettato l’invito della Meloni a un faccia a faccia televisivo promosso da SkyTg24 (leggi qui il pezzo su questo). Tuttavia, in un territorio neutrale e con regole d’ingaggio chiare e predefinite, non ci sarebbe una ragione per rifiutare. Anzi, una circostanza del genere è favorevole a chi rincorre (o fa opposizione), piuttosto che a chi è avanti (o governa).

Ma perché questo cercarsi, da parte di entrambe? Anzitutto, sarebbe per il segretario dem la legittimazione a leader dell’opposizione. Una legittimazione che farebbe comodo certamente a tutt’e due. E per la stessa ragione, seppur speculare. Alla Meloni per continuare ad affermare il proprio ruolo di leader della coalizione, a scapito dei colleghi di maggioranza. Alle porte ci sono le elezioni europee, che per il loro sistema proporzionale mettono paradossalmente gli uni contro gli altri anche gli appartenenti alle stesse coalizioni (a livello nazionale: leggi qui).

E allora un Meloni-Schlein in prima serata sarebbe l’optimum per marcare ancora la differenza verso gli alleati.

Ma vale lo stesso discorso anche per la sua competitor, sia verso l’interno che verso l’esterno. A dimostrazione del fatto che la logica amico/nemico (qui), utilizzata nella narrazione del Pd contro la Meloni, vale per tutti. Verso l’interno per accreditarsi presso il proprio partito e le sue varie correnti, alcune delle quali la avversano senza troppe velature.

Verso l’esterno perché l’eterna e prolissa discussione sul campo largo la pone in competizione con Giuseppe Conte sul ruolo di federatore. E un incontro ravvicinato col presidente del Consiglio le legittimerebbe politicamente e mediaticamente come avversario diretto.

In quel caso, Giuseppe Conte sarebbe costretto a inseguire. E la cosa non dispiacerebbe a nessuna delle due contendenti.

Qui puoi leggere un pezzo sul doppio binario (politico-comunicativo) di Elly Schlein.


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