Comunicazione (è) Politica

Renzi e Conte, gatto e topo corrono intorno al Recovery

09/12/2020

Renzi e Conte, gatto e topo corrono intorno al Recovery

Renzi e Conte si rincorrono, si annusano, si sfidano.

Sul Recovery Fund e i relativi 200 e passa miliardi da spendere, il presidente del Consiglio e l’ex presidente del Consiglio stanno giocando al gatto col topo. In un groviglio tale che non si capisce chi sia il gatto e chi sia il topo. Si capisce, però che chi si sfianca prima, cede.

Il leader della gamba più piccola ma più importante dell’esecutivo è andato in tv e sui giornali a dire che questo modello di gestione non lo vuole e non lo vota. Ha mandato in tivù e sui giornali anche i suoi pretoriani. Oggi la Bellanova su Repubblica, ieri la Boschi sul Corriere e Faraone (doppietta!) su La Stampa e sul Foglio.

Insomma, nella diatriba tra Renzi e Conte, il primo si è esposto, anche “melonizzandosi”, come mostra la polemica sull’utilizzo sfrenato di Facebook da parte di Conte.

Ma questa non è una novità. É da sempre la sua strategia. Alzare il tiro. Lo ha fatto già nel periodo del lockdown.

Renzi
Renzi in un discorso al Senato.

Come ho cercato di spiegare in “Virus, comunicazione e politica”, il mio libro di prossima uscita, in quel periodo Renzi ha provato a far prevalere una narrazione propria.

Se allora, mentre tutti contavano i morti, lui puntava sulle riaperture, oggi punta sul “no alla ennesima task force” mentre tutti (in maggioranza) approvano il metodo. Lo ha mostrato anche nell’intervento di pochi minuti fa in Senato.

C’è un modo migliore per far parlare di sè che quello di dirsi in disaccordo con tutti, sapendo di essere al contempo determinante per la vita di tutti?

Dal canto suo, Conte prosegue nella comunicazione personale, puntando sempre sul palcoscenico di Fb. Non arriverà ai concorsi che periodicamente lanciano Salvini e la Lega¹, ma anche la sua è stata ed è una forma di marketing politico (di cui sempre nel libro provo a spiegare le dinamiche).

Conte e Di Battista
Conte durante una diretta Fb da Palazzo Chigi.

Sin dall’inizio del governo giallorosso che, ancor di più, dell’emergenza sanitaria, la comunicazione del presidente è stata tutta evidentemente improntata a questo fine. Lo è a mio avviso tuttora. Lo dimostra l’ultima conferenza stampa (3 dicembre), convocata naturalmente in prime time, che ha unito sulla piattaforma di Zuckerberg ben 3,2 milioni di spettatori. Un altro tassello nella strada che porta alla costruzione della propria immagine e del proprio pubblico sui social².

Insomma, due personalità uguali e contrarie, che per questo rischiano di infrangersi contro un iceberg.

Ieri, nel corso di un evento in diretta streaming su Eurocomunicazione.com³,  Renzi ha dato dimostrazione proprio di questo. Il moderatore, Angelo Polimeno Bottai, lo ha stuzzicato. “Un politico come lei non può non aver pensato che se va fino in fondo arriva a un nuovo governo, a un altro presidente del Consiglio e a un’altra maggioranza”. Risposta: “Io infatti non credo che il presidente del Consiglio andrà avanti. Io credo che si fermerà”.

¹Qui la mia analisi sulle iniziative promozionali della Lega.

²Qui la mia analisi dello scorso marzo sulla comunicazione di Conte.

³Il video dell’incontro qui.


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