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Messaggio e canali, Letta e Berlusconi all’opposto

02/08/2022

Messaggio e canali, Letta e Berlusconi all’opposto

Messaggio e canali sono due elementi interdipendenti.

Se una volta per McLuhan il mezzo era il messaggio, oggi questo è ancora più vero. Puoi avere la migliore ricetta, il migliore messaggio da dare. Ma se sbagli il mezzo, è quasi come non avessi detto nulla.

Prendiamo il caso di Enrico Letta. Un paio di giorni fa ha annunciato di voler introdurre una imposta patrimoniale per destinarne gli introiti a politiche per i giovani. Questo era il messaggio. Quale canale di comunicazione ha utilizzato? La televisione. Infatti, la proposta è stata lanciata nel corso di un’intervista al direttore del Tg2, Gennaro Sangiuliano.

Una scelta azzardata o forse proprio sbagliata, considerato che la tv non è il mezzo più frequentato dai ragazzi. Secondo l’Istat, quest’anno quasi 3 milioni di cittadini saranno chiamati per la prima volta al voto. Probabilmente, avrebbe avuto più senso l’utilizzo di un social. Magari non Tik Tok (presidiato con profitto da Matteo Salvini, Giorgia Meloni e Giuseppe Conte), non in linea con la sua immagine. Ma una piattaforma come Instagram, dove pure Letta (80mila seguaci) è abbastanza attivo, sarebbe stata molto più funzionale.

Il tweet di alcuni giorni fa di Silvio Berlusconi

Che si tratti di un errore da parte dei consulenti o di una carenza di base nell’impostazione della strategia poco importa. Conta il risultato (che non c’è o, se c’è, è controproducente).

Difatti, che messaggio e canali abbiano una loro importanza lo testimonia anche la scelta di Silvio Berlusconi, che tre giorni fa annuncia invece di voler utilizzare molto più i social media.

L’inventore del tubo catodico che lascia il tubo catodico. O meglio, decide di ibridare la sua comunicazione aggiungendo alla tv la potenza dei social.

“Il 63% degli italiani forma la sua opinione politica sui social. Per questa ragione, ho deciso di spiegare tutti i punti del nostro programma con dei video, realizzati appositamente, che pubblicherò proprio qui. La mia sarà una campagna fatta in prevalenza sui social network, è il cinguettio.

In un articolo pubblicato oggi su Il Mattino, lo spin doctor Domenico Giordano mostra come siano infatti aumentati i post, le interazioni e il numero di seguaci. Una svolta che probabilmente dice una sola cosa: per navigare nel mare magnum della comunicazione politico-elettorale l’intuito è un ingrediente tutt’altro che secondario.

 


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