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Berlusconi, giustizia, giornali e piroette narrative

01/07/2020

Berlusconi, giustizia, giornali e piroette narrative

Berlusconi, giustizia e giornali di nuovo al centro della scena.

Lo scoop de Il Riformiata di Piero Sansonetti¹ ci riporta a vent’anni fa. La guerra contro i magistrati – giusta o sbagliata che fosse – è stata senz’altro un grande fardello per il nostro Paese. Lo ha inchiodato a un tema che si è trasformato in elemento polarizzante, divisivo.

Lo si poteva constatare sfogliando i giornali, divisi anche qui in Guelfi e Ghibellini. Se di qua il Cav cercava il nemico per compattare gli elettori di centrodestra, di là le testate e le trasmissioni non gli praticavano alcuna scontistica. I dibattiti e le intere campagne elettorali si sviluppavano intorno a questa issue, a quest’argomento.

Epico lo scontro con Travaglio nel corso di “Servizio Pubblico”, condotto da Michele Santoro su La7. A due mesi dalle politiche del marzo 2013 e dopo anni di accuse, attacchi e articoli, i due si affrontano in diretta tv.

Un pezzo su Repubblica di oggi, 1° luglio 2020

Cristallizzando, così, il vero terreno di scontro tra tifosi e detrattori: Berlusconi, giustizia e media.

Se Il Fatto mantiene questa linea anche oggi, però, non esattamente lo stesso può dirsi di Repubblica. Il “giornale-partito” si mostra inflessibile con l’ex presidente del Consiglio fino  a un momento storico preciso. Quando Berlusconi diventa indispensabile al renzismo perché quest’ultimo completi la sua imprendibile scalata al potere, la narrazione cambia.

Giornali e televisioni storicamente sinistrotendenti diventano improvvisamente più indulgenti con il Cavaliere, quasi più tolleranti. Addirittura, in certi momenti sembra evidente la voglia di una riabilitazione, quasi frettolosa. D’altro canto, il nemico era quello che oggi è diventato lo sposo. E Berlusconi era l’altro contraente del Patto del Nazareno, senza il quale quello di Renzi resterebbe un sogno nel cassetto.

Così, sull’ultima vicenda che coinvolge Berlusconi e giustizia, Repubblica può di nuovo sottolineare che da quelle parti c’è “quel vecchio vizio di screditare le sentenze”. Una sentenza, oltretutto, che “a detta di chi conosce le carte è scolpita nel granito”.

Oggi che un governo c’è e che il Pd ha trovato casa, insomma, la narrazione può tornare quella di prima.

 

¹ Qui lo scoop de Il Riformista


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