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Media, politica e affari: Bel Ami, 130 anni dopo

29/05/2020

Media, politica e affari: Bel Ami, 130 anni dopo

Media, politica e affari non è uno sfondo sociale di moderna fabbricazione.

Il caso FCA – Gruppo GEDI ha difatti rinfocolato un tema che si era sedimentato nelle nostre menti come un’esclusiva di Silvio Berlusconi.

Invece, abbiamo potuto vedere che il conflitto d’interessi matura anche su prosceni che non siano Mediaset e Forza Italia. E, soprattutto, non poggia su un partito politico di riferimento (semmai – anche – su un giornale-partito, ma quello è un discorso un po’ diverso).

Questo scenario, però, si palesa ben prima del 1994, quando in tanti tirano in ballo il mostro del conflitto d’interessi fingendo che la lottizzazione della Rai sia sempre stata una leggenda e continui a esserlo¹.

Infatti, già nel 1885, nel suo “Bel-Ami”, famosissimo romanzo realista, Guy de Maupassant scriveva in modo certosino e coinvolgente di questo torbido intreccio triangolare.

La copertina di “Bel-Ami”, di Guy de Maupassant, in un’edizione BUR

Media, politica e affari. Si parlava di uno stato di cose simile, per larghi aspetti, a quello di oggi.

La trama si sviluppa nel contesto di un settore – quello giornalistico – allora florido sia dal punto di vista industriale che dell’influenza sull’opinione pubblica.

Ma attraverso la vita del protagonista Georges Duroy, Maupassant parla anche di come la stampa vada a inserirsi in un meccanismo triangolare, occupando un posto accanto alla finanza e alla politica.

“Queste tre ruote davano vita ad un terribile ingranaggio che, orientando le tendenze collettive, produceva consenso politico e indirizzava il potere verso decisioni destinate ad arricchire qualcuno². Esattamente ciò che oggi definiamo come conflitto d’interessi.

Naturalmente, a favorire questo meccanismo è il livello di partigianeria politica, in Italia da sempre piuttosto elevato (anche per il processo di lottizzazione cui abbiamo fatto cenno). Anzi, per molti giornalisti, la partigianeria rappresenta un vanto, e ancora oggi è evidentissima nel dibattito televisivo³.

Non c’è ragione per cui una prassi di tale genere non possa spostarsi sulla carta stampata.

NOTE

¹Si veda a questo proposito “Elogio della lottizzazione”, di Paolo Mancini (Editori Laterza, 2009)

²Bonaventura D., “Parole e crisi politica” (Ilmiolibro.it, 2013) p. 11.

³Sul tema ho scritto qui.

Foto: Science Compass.


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