Comunicazione (è) Politica

Salvini e la comunicazione/1: i gattini e il “target nel target”

27/11/2019

Salvini e la comunicazione/1: i gattini e il “target nel target”

Salvini e la comunicazione è un tema sempre molto dibattuto e anche per questo molto in voga.

Nel momento attuale, la strategia del capo della Lega si articola su due binari. Due i tavoli, infatti, su cui si sta sviluppando oggi il rapporto tra Salvini e la comunicazione.

Uno picchia sul nazionale, l’altro sul regionale (si legga: Emilia Romagna). Andiamo con ordine, e analizziamo il primo, il “tavolo dei felini”.

Esattamente un anno fa, avevamo parlato (qui) della natura onnivora della comunicazione di Salvini, che con paragone calcistico avevamo associato a un tuttocampista.

Bene, siamo felici di dire che forse non ci siamo sbagliati. Perché nella sconfinata lista di interessi avevamo inserito, appunto, anche i gattini. Che sono ricomparsi, puntuali, nel momento dell’apparizione delle Sardine. “Inattesa” anche secondo lo stesso ex inquilino del Viminale.

Volendo giudicarne la levatura politica, l’iniziativa dei “Gattini con Salvini” (che fanno un sol boccone della Sardine) lascia certamente a desiderare. Ma in un’epoca in cui ormai, come dice la nostra rubrica, la comunicazione è politica, la trovata assume tutt’altro valore.

Il lancio della campagna “Gattini con Salvini”

Questo tipo di strategia è nata anni fa, quando gli opposti erano molto meno liquidi di oggi. In principio, neanche a dirlo, fu infatti Silvio Berlusconi, che “sguinzagliò” Michela Vittoria Brambilla. Fidando nella sua sensibilità al tema, la utilizzò come ponte per ingraziarsi l’elettorato animalista, storicamente schierato nel fronte progressista.

Oggi, invece, il rapporto tra schieramenti e istanze è molto più annacquato. Anche la sensibilità animalista ha smesso di essere prerogativa di qualcuno per diventare istanza trasversale (molti dicono “piaga”).

Perciò, l’azione dei gattini di Salvini potrebbe essere assimilata con più difficoltà a quella di Berlusconi e della Brambilla.

Eppure, questa strategia comunicativa rientra ugualmente in quella che definisco di “target nel target”. In pratica, si fa propria un’istanza peculiare di uno schieramento avversario (primo target) e la si utilizza per pescare simpatizzanti da quel serbatoio (secondo target).

Se allora Berlusconi lo aveva fatto puntando sullo spirito animalista, stavolta Salvini l’ha declinata come un gioco.

Certo, anche i pesci sono animali, ma quanti italiani hanno la sardina domestica?

  • Qui la nostra analisi sulla seconda parte della strategia comunicativa attuale di Matteo Salvini

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