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Reputazione online: due mosse per distruggerla

25/03/2019

Reputazione online: due mosse per distruggerla

Hai presente il documento sulla reputazione online che ti ho messo a disposizione gratuitamente (collegamento in calce)? 

Allora, nei giorni scorsi è successa una cosa che ha fatto il giro di tutte le testate nazionali, ma veramente tutte, e che è l’esempio plastico di quello che significa autodistruggersi la reputazione (oltre che la dignità, ma quella è un’altra cosa).

Ne ho parlato anche in un video sulla mia pagina Fb (link video). Sergio Vessicchio, giornalista di una emittente campana, non ha gradito – eufemismo – che per una partita di Eccellenza fosse designata un guardalinee donna. “E’ uno schifo, una vergogna, la barzelletta della Federazione” addirittura. Oltre un minuto di insulti che gli è valso la (ri)sospensione e l’avvio di un provvedimento per recidiva da parte dell’Ordine dei Giornalisti della Campania. Il Vessicchio era già clamorosamente inciampato in un fattaccio dello stesso livello, quando sempre l’Odg lo aveva sospeso per undici mesi.

Venendo a noi e alla reputazione online, una delle due mosse l’ho già esposta, ed è proprio il profluvio di improperi in diretta. E se questa è già di per sé di alto livello, la seconda è addirittura geniale. Sì, perché una volta che il fatto è diventato di dominio pubblico, il Vessicchio pensa bene di aprire Facebook, autotaggarsi ben due volte nello stesso post e scrivere tre righe – paragonabili a un epitaffio – in cui cerca di giustificare non solo la propria azione, ma la sua idea sulle donne nel calcio.

Credi che sarà in grado di ripescare la propria reputazione (online ma in questo caso non solo) dal fondo del pozzo in cui è stato capace di lanciarla?

Il tutto nel giorno in cui l’Allianz Stadium di Torino si riempie per Juve-Fiorentina, sfida Scudetto di calcio femminile. Chapeau.


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