Comunicazione (è) Politica

Posizionamento e partiti, il leit motiv fino alle elezioni

11/07/2022

Posizionamento e partiti, il leit motiv fino alle elezioni

Posizionamento e partiti è il tema che accompagnerà i partiti fino alle prossime Politiche.

Che siano a febbraio, a maggio o in autunno poco importa. Anzi, il fatto che i partiti corrano a riprendere le rispettive posizioni lascia intendere che qualche possibilità c’è.

Parliamo ovviamente dell’ipotesi che qualche partito tra i meno governisti – M5S e Lega, per capirsi – si sfili dall’esecutivo con esiti decisivi. Ma questo è il dato politico. Come sempre, cerchiamo di calibrare il focus sull’elemento comunicativo.

Posizionamento e partiti, dicevamo. Siamo semplicemente già entrati in quel momento storico in cui i partiti devo tornare ad occuparsi dei temi che li caratterizzano. Ricordate Letta all’inizio della su avventura da segretario del Pd? I suoi cavalli di battaglia furono lo Ius Soli e il voto ai sedicenni. Probabile che neanche lui ci credesse quanto mostrava di crederci, ma gli serviva per un doppio scopo: compattare il suo partito e marcare la differenza con il suo competitor, che allora era Salvini.

Proprio il segretario della Lega ieri sera ha messo anch’egli in chiaro la volontà di riposizionarsi sui temi cari al proprio elettorato. “Da domani in avanti noi voteremo solo e soltanto quello che serve all’Italia e agli italiani. Il resto lo lasciamo votare a Pd e M5S”.

Enrico Letta, segretario del Pd

Oggi lo schema si ripete, con qualche variante. L’antagonista è Giorgia Meloni, mentre i temi sono lo Ius Scholae e la cannabis libera. Argomenti che potrebbero sembrare secondari in un momento di guerra, di crisi e di recrudescenza del virus. Eppure, in un momento di siccità acuta come questo sono temi che servono come l’acqua ai partiti per differenziarsi tra loro.

Il governo di unità nazionale (qui un articolo sullo sfrenato utilizzo di formule per definire esecutivi di questa natura) ha necessariamente ingabbiato l’azione comunicativa della maggioranza. Ha ingessato proprio quel processo che vede al centro posizionamento e partiti.

Questi ultimi hanno potuto segnare la propria posizione, delimitare il proprio territorio, ma con margini di manovra molto limitati. Ora che la campagna elettorale è alle porte (o è già cominciata), è fondamentale riprendere in mano i propri temi.

Abbiamo detto del Pd, che “chiama” sempre la Destra alla risposta speculare. Fratelli d’Italia, unica forza di opposizione, non ha mai smesso di comunicare massicciamente le proprie idee e di tenere la propria posizione. Ha potuto agire con mani libere, secondo lo schema della doppia campagna: mantenimento e conquista. Della prima, la Meloni ha conservato quel “noi contro loro” che serve a fidelizzare l’elettorato che già è disposto a darle fiducia.

E d’altra parte, la teoria del nemico esterno richiamata da Carl Schmitt è la stessa utilizzata da Letta quando, in funzione anti-destrorsa, richiama e ricalca su Ius Scholae e droghe leggere.

Le lettere di Conte
Giuseppe Conte

Della campagna di conquista – diffusa in sistemi politici in cui i partiti hanno identità debole – ha messo in campo proprio l’obiettivo finale: ammaliare il maggior numero di elettori possibile. Con risultati eccellenti, stando ai sondaggi. D’altra parte, “l’obiettivo dell’elettorato è quello di assicurarsi il consenso elettorale nel suo complesso e non di segmenti definiti”¹. (Per un’analisi più compiuta sulla Meloni vai qui)

Più “esclusivo” il posizionamento del M5S, che nella sua narrazione cerca di differenziarsi su temi sociali. Come abbiamo visto dal documento diffuso da Conte alcuni giorni fa, dei dieci punti indicati l’attenzione si è focalizzata sul Reddito di Cittadinanza (da mantenere) e sul Superbonus (da rifinanziare).

Il voto potrebbe arrivare in qualunque momento, ma stando a quanto assistiamo l’estate è già rovente.

 

¹F.C. Arterton (1984), Media Politics. The News Strategies of presidential campaigns, Lexington, Mass., Lexington Books, p. 206.


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