L'Italiano Vero

Dante e l’Italiano, perché il Poeta è così importante

25/03/2021

Dante e l’Italiano, perché il Poeta è così importante

Dante e l’Italiano: legame certamente strettissimo. Ma perchè?

La nostra è una lingua gloriosa e storica sia per il suo passato che per gli studi che ne vengono fatti in tutto il mondo (finanche in Germania). Dobbiamo esserne coscienti e consapevoli.

Tutti noi consideriamo Dante Alighieri “il padre della Lingua Italiana”, e a ragione. Dante ha fatto più di tutti gli altri poeti messi insieme.

Nel XIV secolo, quando cioè il Sommo Poeta vive e opera, tutti ritengono l’Italiano una lingua priva di valore, mera derivazione del Latino, considerata invece una lingua perfetta.

L’enorme merito di Dante non è soltanto quello di definire l’Italiano una lingua di pari dignità rispetto al Latino. É anche quello di dimostrare che l’Italiano si può utilizzare per opere di altissima Letteratura. Rompendo un po’ gli schemi, adopera proprio l’Italiano per scrivere la Divina Commedia, l’opera più maestosamente bella e rappresentativa della nostra Letteratura.

Un’immagine iconica del Poeta con la Divina Commedia

Ecco perché quello tra Dante e l’Italiano è un binomio strettissimo.

In realtà, utilizza il fiorentino della sua epoca. Sono in tanti, a proposito di questo aspetto, a fare ricorso alla metafora dell’elastico. Il Poeta stira cioè la lingua ora verso il basso, ora verso l’alto. A espressioni di una eleganza senza pari ne affianca, infatti, altre tipiche del volgo più basso, appunto.

Il successo della Commedia è talmente clamoroso che, a sette secoli di distanza, noi continuiamo a celebrare il Genio Assoluto. Riconoscendo il merito totale di aver creato le basi linguistiche per l’evoluzione del vecchio idioma e l’affermazione di uno nuovo.

Su tutti, lo dimostrano due fattori. Innanzitutto, con qualche ovvia trasformazione, è il fiorentino la base dell’Italiano moderno. Inoltre, 9 parole su 10 della lingua che utilizziamo oggi sono già contenute nella Divina Commedia. Un’enormità, anche se alcune di esse (ad esempio “gentile”) ha cambiato aspetto sul piano del significato.

 


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