Comunicazione (è) Politica

Comunicare l’istituzione, Conte inciampa (e non per caso)

11/04/2020

Comunicare l’istituzione, Conte inciampa (e non per caso)

Comunicare l’istituzione, il tema torna in campo l’inciampo di ieri sera di Conte.

Non mi stanco di ripetere due cose, come ho fatto in molte altre occasioni.

  1. Non mi interessa il dato politico, cioè non analizzo né lo strumento del Mes né le differenti posizioni evidenziate dal dibattito politico.
  2. La comunicazione istituzionale è ben altra cosa rispetto alla comunicazione politica: parliamo di due livelli che non bisogna sovrapporre, nè chiedono che lo si faccia.

Giuseppe Conte lo ha fatto. Bisogna dirlo con chiarezza. Quello di ieri è un errore clamoroso. Conferenza stampa convocata a reti unificate per illustrare il nuovo Dpcm e comunicare le attività che dal 14 potranno riaprire.

Questa è comunicazione istituzionale. Come lo è stata sul Mes, finché, però, si è tenuta nei limiti della mera “rendicontazione” dei risultati del Consiglio europeo.

Già alcune settimane fa (collgamento in calce) avevo scritto di una sovrapposizione, nelle conferenze stampa di Conte, tra i due livelli comunicativi. E lo avevo collegato alla creazione di un nuovo “leadersivo”, in pratica un’operazione di creazione di un leader che attecchisse come un marchio. Il “marchio Conte”. Il presidente sembra aver confermato questo dato. Perché c’è un elemento non trascurabile.

Rocco Casalino, portavoce di Conte, col presidente del Consiglio

Comunicare l’istituzione e comunicare la politica hanno un confine molto labile.

Conte è un presidente sostenuto da una maggioranza politica, è legittimo (e giusto) che intervenga politicamente. Ma ci sono forme e format adeguati. Una istituzione comunica in maniera tale da non travalicarlo mai. È quella che definisco “comunicazione dello 0-0”. Si dà un messaggio per dare un messaggio, non per creare vincitori e vinti o per fare prigionieri.

Al contrario, la comunicazione politica è la “comunicazione dell’1-0”: il messaggio deve restituire all’ascoltatore l’idea di un vincitore, sedimentare nella sua mente l’immagine che l’avversario sia soccombente.

Considerato che un discorso come quello di ieri sera è certamente frutto di un disegno, di una sceneggiatura preordinati, allora mi viene solo da confermare quanto già scritto alcune settimane fa. L’obiettivo politico – e non istituzionale – è quello di non uscire a mani vuote da questa crisi.

I numeri ci sono tutti (oltre 6 milioni le visualizzazioni messe insieme dal video), il personaggio si sta costruendo ed è già a buon punto. Abituiamoci al fatto che molto probabilmente non durerà quanto il suo governo.

  • Qui per la mia analisi sulle dirette Fb del presidente Conte.

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    4 comments
    1. Evaldo Cipolloni

      Parzialmente d'accordo. Nel senso che la metafora calcistica del risultato calcistico in pareggio o di vittoria calza bene, però non è applicato ottimamente. Il tipo di comunicazione dello "0-0" me lo aspetto dalle prime tre cariche istituzionali, i Presidenti della Repubblica e delle due Camere, ma da un capo del governo no. Il Presidente del Consiglio comunque rappresenta indirettamente una maggioranza parlamentare e da lui è certamente legittimo aspettarsi un tipo di linguaggio che porti vantaggi a quella maggioranza e all'operato del governo, certamente senza sfociare in aperta campagna elettorale. Credo sia questo il linguaggio dell"1-0". Ben diverso invece dal linguaggio prettamente propagandistico, spesso fuffaro, dove le tematiche non sono soft e servono per denigrare, oscurare, asfaltare la parte politica opposta; questo è il linguaggio del "3-0". Ecco, direi che Giuseppe Conte l'altra sera abbia adottato in modo giustificabile, nei modi e nei canali, la lingua "1-0" per difendersi dalla comunicazione continua, pedissequa e infondata nei contenuti del "3-0". EC

      • Grazie mille per il suo commento, signor Evaldo. Sono d'accordo con lei quando dice che "il presidente del Consiglio comunque rappresenta indirettamente una maggioranza parlamentare e da lui è certamente legittimo aspettarsi un tipo di linguaggio che porti vantaggi a quella maggioranza e all’operato del governo". Non a caso in un passaggio del pezzo scrivo lo stesso concetto. Ma c'è un "ma", a mio avviso, ed è dettato dal metodo. Conte poteva scegliere di replicare a quelle accuse attraverso un post su Fb, un'intervista su un quotidiano. Così facendo, avrebbe potuto utilizzare il linguaggio che gli fosse parso più consono e avrebbe fatto comunicazione politica. Ne avrebbero tutti ripreso le dichiarazioni e la polemica politica sarebbe stata divisa dal suo ruolo istituzionale. Quello che va in conferenza stampa a parlare alla nazione, invece, è il presidente del Consiglio. Di tutti. Addirittura, anche di Salvini e della Meloni. Questione di metodo, a mio avviso. Non di merito. Grazie ancora, un saluto DB

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