Governo e parole: all’erta, amici, è tempo di politichese
Governo e parole, è cominciata la stagione delle acrobazie lessicali.
Se c’è chi intende andare all’incasso con elezioni anticipate, c’è anche chi gli si oppone, probabilmente per la paura – il terrore – di “consegnare l’Italia all’asse sovranista” ritenuta assai pericolosa.
E allora ecco che vengono riprese dal Magazzino del Lessico Politico quelle formule che uniscono proprio governo e parole e che in questi casi vanno tanto di moda.
Si tratta della riscossa del politichese. Una riscossa ciclica, che arriva sempre in momenti come questo. Siamo una democrazia parlamentare, le maggioranze possono tranquillamente farsi e disfarsi nelle Camere.
Una regola di cui in passato i politici hanno abusato – eufemismo -, dando spesso vita a quei prodotti esilaranti e stagionali della politica nostrana che vanno sotto il nome di “governo balneare”.
E allora, proprio per questa ragione, partiti e correnti cominciano a posizionarsi sul mercato delle ipotesi, delle congetture e degli scenari. Cominciano a inviarsi messaggi trasversali e più o meno criptici a mezzo stampa, legittimando di fatto il ruolo classico del “quarto potere”.

A inaugurare le danze è Matteo Renzi, in un’intervista sul Corriere della Sera di oggi. “Folle votare subito. Governo istituzionale, taglio dei parlamentari e poi referendum”, questo il titolo del pezzo di Maria Teresa Meli.
In realtà, questo è solo un esempio, dal momento che, ingrossandosi il partito del non voto, locuzioni come quella appena citata saranno sempre più utilizzate.
Nel mio saggio “Parole e crisi politica. Dal politichese all’economichese. Come cambia il lessico politico al tempo della crisi”, (vedi qui) ho affrontato il tema in un capitolo dal titolo “Fritto misto”.
Analizzando il periodo che va da ottobre a dicembre 2011 – caduta del governo Berlusconi e giuramento e primi provvedimenti del governo Monti -, ho riportato molteplici esempi sul caso.
Il titolo del CorSera su Renzi è solo una traccia contenuta in quel disco che, nel giro di pochi giorni, con ogni probabilità potremo nuovamente tornare ad ascoltare.
- Governo di solidarietà nazionale
- Governo di unità nazionale
- Governo di responsabilità nazionale
- Governo di salute pubblica
- Governissimo
- Governo tecnico
- Governo di transizione
- Governo di larghe intese
- Governo di emergenza
- Governo del Presidente
- Governo di impegno nazionale
All’erta, ragazzi. Cominciate a contare le volte in cui sentirete la parola “inciucio”. E preparatevi a interpretare quello che leggete e ascoltate: nulla sarà come sembra, e questo agosto non sarà di sole e di mare e di granite.
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