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Stanotte a Napoli, Alberto Angela divulga servizio pubblico

26/12/2021

Stanotte a Napoli, Alberto Angela divulga servizio pubblico

Stanotte a Napoli è un successo che va ben oltre il dato numerico.

Impossibile non constatare un elemento quasi catartico, dal punto di vista temporale. A pochi giorni dalla fine di Gomorra, Napoli diventa ancora il set di un format di successo. Stavolta, ed era ora, in positivo.

Senza consultare l’Auditel, già attraverso le piattaforme social possiamo stabilire quanto riscontro positivo abbia trovato negli spettatori. Ma dall’altro lato, non si può non evidenziare come Alberto Angela abbia saputo utilizzare questo format per fare una cosa troppo spesso trascurata. Fare servizio pubblico.

L’incipit della trasmissione è fondamentale per mettere lo spettatore di fronte a una verità celeste. Non scopriamo certo noi, oggi, che Napoli ha tante ombre, da combattere e denunciare. Ma questo può voler dire oscurare l’accecante bellezza dei luoghi? Può voler dire tacere dell’estasiante patrimonio nascosto nelle viscere della città, che molti neanche conoscono?

Alberto Angela e Massimo Troisi all’interno del Chiostro del Monastero di Santa Chiara.

Il ruolo del servizio pubblico è – dovrebbe essere – esattamente questo. Bilanciare. Raccontare tutto, senza tralasciare nulla. Mettere in vetrina quello che il nostro Stivale ci offre di bello, praticamente tutto, e offrirlo a chi guarda dal divano di casa.

Chiaro che in una realtà come Napoli un divulgatore come Alberto Angela ci sguazza. Nelle tre ore di “Stanotte a Napoli”, è facile per lui far passare il messaggio che questa non è una semplice città. Napoli è un microcosmo iridescente che non si omologa. É lo Zeitgeist che resiste – senza neanche la necessità di sforzarsi più di tanto – alle trasformazioni del tempo, anzi le domina.

Ma va sottolineata anche la bravura – sua e degli autori – nel ricorso a frasi a effetto e molto potenti dal punto di vista comunicativo. “Napoli è uno scontro frontale con la bellezza”. “A Napoli la vita alza il volume”. “Qui si cammina nel presente, ma tutto parla del passato”. “Ogni angolo di Napoli è ricco di bellezze, storie, passioni, sentimenti che esprimono al massimo, nel bene e nel male, con tutti gli eccessi, la varietà della vita”.

Il velo da alzare su questa città non è di marmo come quello del Cristo della Cappella di Sansevero. Doveva essere il servizio pubblico a farlo, e così fortunatamente è stato.


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