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Morto il Re, viva il Re: “‘a livella” ristabilisce la verità (anche mediatica)

26/11/2020

Morto il Re, viva il Re: “‘a livella” ristabilisce la verità (anche mediatica)

Morto il Re, viva il Re. Adagio antico, ma quantomai attuale.

Alle cinque e mezza di ieri pomeriggio la diatriba del secolo può dirsi chiusa. Per molti di noi, a dire il vero, non è mai stata aperta. Era fin troppo evidente si trattasse di una montatura tutta mediatica, di quelle che è utile tenere in piedi perché porta temi, argomenti di cui parlare, contrapposizioni da rinfocolare. Visibilità da alimentare, anche per gli stessi protagonisti.

Una contrapposizione che solo la morte, “‘a livella” di Totò, ha riportato nel suo ordine naturale.

Diego è finito. É davvero inutile dire cos’è stato e cosa sarà per noi tifosi partenopei. Lo facciamo perciò dire a quelli delle altre squadre – al netto di moralisti, perbenisti e giudici da tastiera – e ai giornali. Tutti, nessuno escluso, lo hanno definito “il più grande di sempre”. Ci voleva giusto un minimo di onestà intellettuale, non era poi così complicato.

La Juve che pubblica un tweet meraviglioso: senza parole, solo il video di quel calcio di punizione contro la Fisica del 3 novembre 1985. L’Inter che cinguetta una frase da Oscar. E poi calciatori, uomini di sport e delle istituzioni. Da sottolineare che, considerata la portata della notizia, tutti attendono di verificarla, prima di pubblicare qualunque cosa.

Proprio Twitter è il mezzo privilegiato, e i tifosi si sbizzarriscono. Morto il Re, viva il Re: molti si dicono “orgogliosi” di aver subito reti da lui.

Poi le testate. Tutte con grande enfasi, a definirlo “il più grande di sempre”: Corriere della Sera, La Repubblica, La Stampa, Gazzetta, Corriere dello Sport. La rivalità con Pelè un ricordo lontano, svanito in un niente. Potere della morte, che “livella” non solo le vite finite, ma anche i pensieri di chi resta.

Diego diventa d’improvviso inarrivabile, per tutto ciò che noi già sapevamo bene: carisma, orgoglio, petto in fuori. Fa strano che in tanti si accorgano solo ora della fierezza che ha saputo regalare a noi tifosi del Napoli e della bellezza artistica che ha donato ai tifosi di tutte le squadre.

E poi, la Società Sportiva Calcio Napoli. La “N” nera in segno di lutto. Un tweet struggente, un “Per Sempre. Ciao Diego” che dà la cifra di un amore incondizionato, insubordinato ad ogni logica. Una nota stringata, in cui si ammette di essere sotto i riflettori dell’attesa, ma si aggiunge che “questo non è il momento delle parole”. Poi, a sera, un’immagine che è un manifesto: “Ho visto Maradona” e una clip di reti. Mammamia Diego, che cos’hai fatto.

Ci voleva il mistero della fine per decretare il Migliore di ogni tempo.

Se per altri hanno ritirato la maglia, qui ci sarebbe da sequestrare il pallone.


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