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La comunicazione di De Luca: non solo lanciafiamme/1

08/04/2021

La comunicazione di De Luca: non solo lanciafiamme/1

La comunicazione di De Luca, a un anno dal lanciafiamme.

Ne ho scritto anche in altre occasioni, più vicine ai suoi exploit del lockdown dello scorso anno (qui). Ne ho parlato approfonditamente nel mio “Virus, comunicazione e politica” (qui). Ma il presidente della Regione Campania merita sempre un approfondimento.

Per chi prova ad analizzare le modalità di comunicazione adottate dai politici, lo scorso 20 marzo è stato un giorno particolare. Un compleanno particolare. Un anno fa, infatti, nel corso di una delle consuete dirette Facebook del venerdì pomeriggio, il governatore della Campania Vincenzo De Luca si lascia andare a questa frase che, pur breve, raggiunge un’eco planetaria.

«C’è una stagione nella quale noi avremo centinaia di ragazzi che si laureano. Mi arrivano notizie che qualcuno vorrebbe preparare la festa di laurea. Mandiamo i carabinieri, ma li mandiamo con i lanciafiamme».

Venticinque secondi che probabilmente segnano il momento di svolta.

Per poter analizzare meglio la comunicazione di De Luca bisogna come sempre inquadrare il contesto, anche politico.

De Luca Vs Agnelli
De Luca in una diretta

Fino a febbraio del 2020, i sondaggi danno «Governator» in nettissimo calo, tanto da profilare addirittura un accordo tra Pd e M5S su un nome condiviso (che si vociferava potesse essere l’ex ministro Costa).

La pandemia modifica non poco questo scenario, accendendo i riflettori sulle figure istituzionali. Questo processo è visibile – ed è stato molto approfondito – per l’allora presidente del Consiglio Conte. Ma a cascata va a toccare anche i presidenti di Regione, responsabili della materia sanitaria, e i sindaci, responsabili della pubblica sicurezza nelle città.

Il fenomeno (Mueller, 1970) va sotto il nome di rally around the flag, corsa intorno alla bandiera. Presi dalla paura e dall’angoscia di una situazione del tutto sconosciuta, i cittadini si rifugiano nella figura che riconoscono come guida. Ciò vale tanto per l’aspetto sociale quanto per l’aspetto informativo.

Dall’istituzione si cercano rassicurazione sulla situazione e notizie certe, che contrastino quel mare magnum di fake news che, lo ricordiamo bene, un anno fa invadevano i nostri smartphone, contribuendo solo a disorientare ulteriormente l’opinione pubblica.

Vincenzo De Luca individua subito il format da proporre. Un format dal titolo «Coronavirus, gli ultimi aggiornamenti», che va in onda ogni venerdì alle 14.45 sulla pagina Facebook della Regione Campania e sulla sua pagina personale. Di istituzionale, tuttavia, ci sono soltanto i primi cinque minuti, in cui il governatore enuncia gli ultimi dati, accompagnati da eventuali (e molto frequenti) ordinanze restrittive.

Il resto è una critica costante ad avversari politici (al sindaco di Napoli De Magistris e al segretario della Lega Salvini la medaglia di bersagli preferiti) e a comportamenti tenuti dai cittadini. Più che mai nel periodo del primo lockdown, De Luca diventa un vero e proprio human brand (Thomson, 2006). Un leader che con autenticità e autorevolezza assume su di sé tutto il peso della comunicazione e dei relativi attacchi.

1 – CONTINUA


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