Ho visto Maradona: il Napoli e la sua comunicazione
Ho visto Maradona. É così che possiamo sintetizzare questa valanga di emozioni applicate alla comunicazione.
Napoli+Diego è un binomio inscindibile nella testa e nel cuore dei tifosi. Che si tratti di tifosi azzurri o, in generale, di appassionati del Calcio. Un elemento interessante, lato comunicazione, è stato per me verificare proprio come la Società Sportiva Calcio Napoli abbia coperto un evento storico, mondiale (vedere i dati di Data Media Hub a fine articolo) che l’ha toccata così da vicino.
Bisogna tenere presente alcuni dati preventivi.
- L’enormità del fatto: Diego, il calciatore più forte di ogni Tempo (per distacco) ha rappresentato ed è un simbolo di Napoli e del Napoli.
- La grandissima compenetrazione dei tifosi azzurri con la maglia e con la Società.
- Il carattere improvviso della notizia, un fulmine che ha obbligato a un cambio repentino di temi e, dunque, di strategia.
Insomma, un lavoro niente affatto semplice, quello di legare Diego e la comunicazione del Napoli.

Un lavoro portato avanti all’unisono sui differenti canali social della società. La notizia della morte arriva alle 17:20. Da quel momento, naturalmente, il tono di ogni pubblicazione è di natura sentimentale, romantica e passionale. Va a colpire, quindi, il target di tifosi partenopei, una tifoseria che si caratterizza proprio per questi elementi. Ma in realtà sono tutti in attesa delle reazioni da Napoli.
É incredibile vedere come quell’orario segni uno spartiacque inevitabile nelle reazioni del pubblico. La foto delle 16:30 (conferenza stampa di Koulibaly) mette insieme 5.550 reazioni. Il successivo (“Per Sempre. Ciao Diego”), il primo a notizia ricevuta e verificata, è tanto emozionante quanto di successo.
Su Fb (4,6 milioni di “mi piace) 160mila like, 6.060 commenti, 21mila condivisioni. Su Twitter (1,6 milioni) 308mila like, 52mila retweet e 1.800 commenti. Pazzesco il risultato di Instagram (2,5 milioni), dove i like sono 616mila. Poco dopo, alle 18:01, il Napoli cambia immagine del profilo su tutte le piattaforme, scegliendo uno sfondo grigio-nero per ospitare la celebre “N” bianca. Una decisione che tutti i media riportano con clamore.
Allo stesso modo, dopo poco subisce una modifica anche l’immagine di copertina.
“Ho visto Maradona”, azzurra su sfondo nero (foto in alto). Una frase che non è soltanto una frase, ma un coro-simbolo degli anni di Napoli.
Non solo, nel tempo è diventata quasi uno status symbol. Negli anni ’80, veder giocare Diego è stato per tanti appassionati (anche non partenopei) un vero e proprio obiettivo.

Diversamente da altre occasioni, la strategia mi sembra ottima. La Divisione Comunicazione della SSCN, che spesso abbiamo criticato per merito e metodo, riesce ad agire tra la consueta copertura della partita (il Napoli è impegnato in Europa League) e il racconto dell’amore della città per Diego. Largo quindi alle foto dei giocatori che si preparano all’impegno europeo. Ma largo anche ai filmati dai Quartieri Spagnoli e dall’ex San Paolo, lato Curva B.
Così come ampio spazio viene concesso – e non poteva essere diversamente – alle magie di Diego in azzurro. Video prontamente ripescati dagli archivi o montati con musiche di sottofondo che contribuiscono alla creazione di tone of voice di emozione autentica.
L’account Twitter condivide tantissimi messaggi di cordoglio da parte di istituzioni calcistiche, società e giocatori. Per due giorni interi, invece, Fb e Instagram ospitano esclusivamente post con foto e video in bianco e nero. É fisiologico che il contesto – tristezza, nostalgia – favorisca enormemente il successo dei singoli post.
Va sottolineato che la copertura dell’evento avviene in maniera esemplare: il tempo per organizzare una strategia è stato davvero scarsissimo. La botta è stata tremenda (“Tutti si aspettano le nostre parole. Ma quali parole possiamo usare per un dolore come quello che stiamo vivendo? Ora è il momento delle lacrime. Poi ci sarà il momento delle parole”), ma viene gestita lucidamente.
L’obiettivo di questa strategia di comunicazione doveva essere quello di unire simbioticamente e inscindibilmente il nome di Napoli e del Napoli a quello di Diego. E farlo agli occhi del mondo intero.
La parola fine arriva ieri, con il ritorno al logo originale, “N” con sfondo azzurro, e una scritta – “Ciao Diego” – che sa non solo di commiato. Sa anche di legame eterno.
Qui un mio ricordo calcistico di Diego.
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