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Scarpe Lidl, l’esclusività che fa esplodere il discutibile

17/11/2020

Scarpe Lidl, l’esclusività che fa esplodere il discutibile

Scarpe Lidl sulla bocca (e ai piedi) di tutti. O quasi.

Non si era mai vista una coda all’esterno di un discount, invece il colosso tedesco è riuscito nell’impresa. Oltretutto, in tempi in cui gli assembramenti sono visti come Lucifero in chiesa.

Naturalmente, il tutto avviene non perché qualcuno ordini ai consumatori di recarsi al supermercato. Dietro c’è, come sempre, una strategia market-comunicativa. E nel caso di Lidl, non dovrebbe neppure stupire. Perché non è la prima volta che l’azienda si cimenta in un’operazione di brand extension: ha fatto scuola il caso dello Storymezzino, il tramezzino nato dalle Instagram Stories.

E poi, basta dare uno sguardo alle pagine social. Facebook: 2,2 milioni di like (Di Maio ne ha 2,3). Instagram: 683mila seguaci. I post sono identici, ma variano su Twitter, dove i followers sono solo 31mila.

Scarpe e calzini Lidl

Tuttavia, è proprio la piattaforma di Jack Dorsey quella che, contenutisticamente, si differenzia dalle altre. E se ne comprende anche la motivazione. Lidl, con tutta probabilità, ha scelto di comunicare la notizia attraverso canali “ordinari” (escludendo quindi i social). Soprattutto attraverso articoli di giornale (magari non pagati ma “indotti”: la notizia poteva starci), che ha poi rilanciato direttamente attraverso Twitter e indirettamente attraverso le pagine social delle singole testate.

Scrivendo su Google “scarpe Lidl”, infatti, viene fuori una lista infinita di testate che hanno dedicato spazio al fatto.

“Finalmente in Italia le scarpe Lidl (QuiFinanza). “Tutti pazzi per le scarpe Lidl, sold out in Italia” (SkyTg24). “Scarpe Lidl esaurite in poche ore” (Corriere.it). Ovunque emerge un carattere semplicemente fondamentale: i pezzi sono limitati. É il marketing dell’esclusività che, come accadde per i Nutella Biscuits, trasforma all’istante un prodotto (peraltro discutibile e di scarso valore) in un oggetto del desiderio.

Un esempio di rivendita di ciabatte e scarpe

Un fenomeno atteso, quindi: l’Italia arriva infatti dopo altri paesi europei, dove le scarpe, le ciabatte e i calzini sono ugualmente andati a ruba. E, spesso, per rivenderli a prezzi anche dieci o venti volte superiori.

Molti di questi pezzi si ritrovano, appunto, solo sull’account Twitter di Lidl, e alcuni (è il caso di quello del Corriere) vengono pubblicati prima dell’effettiva uscita delle scarpe. Proprio il Corriere pubblica sul tema tre articoli, che in tutto arrivano a numeri pazzeschi, incredibili: 26871 reazioni, divise tra like (10561), commenti (10857) e condivisioni (5453). Insomma, viralità garantita.

Ed è proprio la viralità che trasforma un pezzo discutibile in un must da acquistare (magari per rivenderlo). É la viralità che trasforma il gusto in desiderio.


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