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Martelli a Sarà Talk: “Le macerie della Prima Repubblica”

14/05/2020

Martelli a Sarà Talk: “Le macerie della Prima Repubblica”

Martelli a “Sarà Talk – Dialoghi sul Sud” lo aspettavano in tanti. La diretta dell’appuntamento (video in calce), promosso da Resto al Sud e da Velocità Media, è stata moderata con la solita professionalità e competenza da Antonello Barone, fondatore del Festival del Sarà.

Barone ha messo sul tavolo tantissimi temi succosi, mescolando l’attualità più stretta con eventi vissuti da uno dei più grandi protagonisti della Prima Repubblica“Mando un bacio al ministro Bellanova, non la conosco ma le sue lacrime mi hanno commosso”, ha esordito Claudio Martelli.

Proprio partendo dall’immigrazione, il direttore de “L’Avanti”, rilanciato e nuovamente in edicola, ha tenuto a specificare alcune differenze partendo da semplici dati. “La situazione e i flussi sono nettamente peggiorati“, ha affermato.

“Quando abbiamo varato la legge sulla cittadinanza e quella sull’asilo politico, in Italia entravano 50mila immigrati ogni anno. Oggi in certi periodi arriviamo a 350mila ingressi, mentre nel ’15-’16-’17 siamo arrivati a 700mila, e tutti irregolari. Era comodo fare gli antirazzisti quando il razzismo toccava gli Stati Uniti”.

“Quando il fenomeno ha toccato l’Italia – prosegue Martelli a Sarà Talk – ecco reazioni di intolleranza che poi sono sfociate in razzismo”.

Di Matteo e Bonafede

Un ex ministro di Grazia e Giustizia – “‘il Ministero più politico che c’è’, mi disse Mitterrand” – non poteva non toccare il tasto della polemica Bonafede-Di Matteo. “Bonafede è inadeguato, è la sentenza senza appello di Martelli. “Su carceri e 41bis si è fatta una scelta come per lavarsene le mani. Si potevano utilizzare altre soluzioni, come i piantonamenti in ospedale o negli alberghi, che oggi sono vuoti”.

“Ma sulla disputa M5S-Di Matteo va strappato il velo”, prosegue. “Per Grillo, nel 2018, il magistrato doveva diventare proprio Guardasigilli e poi sottosegretario. Com’è possibile che un ministro della Giustizia gli proponga il DAP (il ruolo di gran lunga più importante all’interno del Dicastero) e poi il Dipartimento Affari Penali?”.

“Quest’ultima proposta è un raggiro, perché gli Affari Penali sono stati inglobati in un altro dipartimento più grande. Di Matteo ci pensa, capisce e sceglie il DAP, ma Bonafede ha cambiato idea. Inutile girarci intorno, basta chiedere a chi mastica di giustizia: Bonafede è un ministro totalmente inadeguato, sul ‘fine prescrizione mai’ è da ricoverare. Dovrebbe fare un gesto di coraggio e dimettersi”. Critiche anche a Conte: “Governare come sta facendo lui, con decreti non del Cdm ma personali, è fortemente anomalo”.

Mattarella, dal canto suo, tiene le distanze da una materia un po’ fangosa, in cui lui non ha responsabilità. Ma è chiaro che il silenzio andrà rotto, non si potrà non fare chiarezza fino in
fondo”. Da Bonafede l’attacco si allarga a tutto il M5S: La vera onestà è essere capaci. Se non lo sei, sei disonesto in radice perché non puoi mantenere gli impegni. Uno non vale uno, d’altronde Eraclito diceva: ‘Uno per me vale centomila, se è il migliore'”.

L’arrivo di Silvia Romano a Ciampino

“Rispetto ai miei tempi non siamo in un’altra Repubblica, viviamo nelle macerie della Prima Repubblica, i protagonisti si aggirano tra le macerie. È come se Napoli, Roma e Milano non fossero state ricostruite dopo la guerra. Ma gli italiani hanno capito che il politico deve essere un po’ migliore dei suoi concittadini”.

Gli ultimi due passaggi di Martelli nel corso della diretta di “Sarà Talk” sono sulla Costituzione e su Silvia Romano.

Sulla Carta afferma senza mezzi termini che chi dice che è la più bella del mondo non ha letto le altre. Va riformata lasciando intatta la prima parte, rivedendo l’organizzazione dei poteri dello Stato: c’è una riga sul presidente del Consiglio, trenta righe sul Cnel!”

Su Silvia Romano, invece, l’ex ministro della Giustizia conferma quanto affermato nei giorni scorsi, cioè il principio dell’autoresponsabilità. “Non ce l’ho certamente con lei”, premette. “Piuttosto, il problema è a monte. La Farnesina dovrebbe sempre avere e far valere un elenco dei Paesi a rischio o delle zone fuori controllo”.

“Non bisogna autorizzare espatri per lavoro, neanche per lavoro umanitario, perché non tutti lo rispettano. Non si può andare in quei Paesi – chiude – e bisogna che questo sia chiaro prima di tutto alle Ong, che non devono assumere comportamenti che mettano a repentaglio e a rischio la vita di chi parte”.

  • Le dirette di “Sarà Talk – Dialoghi sul Sud” tornano la prossima settimana, ancora con ospiti di grande prestigio

#SaràTalk – Dialoghi sul Sud. Pandemia, criminalità, carceri, conflitti. Con Claudio Martelli

Antonello Barone dialoga con Claudio Martelli, direttore del rinato L'Avanti e già Ministro di Grazia e Giustizia nel settimo Governo Andreotti. Si parlerà di criminalità organizzata, giustizia, carceri e dello scontro istituzionale fra il membro del CSM Di Matteo e il ministro Buonafede. Proseguono i dialoghi sul Sud nel format che cerca di scoprire come il #Mezzogiorno potrà rilanciarsi dopo la #pandemia.

Pubblicato da Resto al Sud su Giovedì 14 maggio 2020


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