Comunicazione (è) Politica

Conte, neo-dc alla svolta (anche nel linguaggio)

24/10/2019

Conte, neo-dc alla svolta (anche nel linguaggio)

Conte è a Palazzo Chigi da ormai un anno e cinque mesi.

Abiti sartoriali e cravatte di Marinella a parte, ci ha da subito abituati al suo tono e al suo parlare fluido e sobrio – con non rare concessioni all’auto-compiacimento -, anche quando ha dovuto bastonare Matteo Salvini. Ne abbiamo già parlato circa un mese fa (qui), per cui non andremo a ripeterci.

Piuttosto, oggi di Conte vogliamo analizzare l’evoluzione della strategia comunicativa, connessa naturalmente alla strategia politica.

Sarà la diversa natura del ruolo di presidente del Consiglio – prima notaio di un patto tra due partiti, oggi scelta dei partiti che lo sostengono -, ma il modo di porsi e la sua strategia sono completamente stravolti.

Pensiamo a un anno fa, quando l’avvocato del popolo si barcamenava a destra e a manca per ogni volta riavvicinare i due contendenti, azionisti del “suo” esecutivo. Scarsissima incisività mediatica, interviste centellinate (giusto il necessario e sufficiente per ampliare la platea di conoscitori), in generale comunicazione piuttosto blanda.

Salvini e Conte il 20 agosto in Senato

E pensiamo a oggi.  A una strategia politica finalizzata a un cambio di cavallo ne è seguita una comunicativa molto chiara. Sia il 24 luglio – intervento in Senato sul Russiagate – che, soprattutto, il 20 agosto – quando le suona senza pietà a un Salvini che pare un pugile all’angolo – il suo intento appare chiaro.

Smarcarsi dall’azionista leghista, marcare una differenza di stile e di comportamento. Ciò si affianca, come detto, a una strategia comunicativa d’assalto. Già tra i due interventi richiamati c’è una sostanziale differenza. Nel secondo, in particolare, Conte coglie l’opportunità e strizza l’occhio a sinistra, ricambiato con dolcezza sempre maggiore.

Come sappiamo, il disegno va a buon fine. Ma poi? Poi viene fuori un nuovo Conte, un Mister Hyde, che probabilmente si sente legittimato non da un contratto di cui è notaio, ma da un accordo che egli stesso ha patrocinato e coordinato. E allora ecco anche un’altra strategia di comunicazione. Darsi ai media e, attraverso questi, alla gente.

Da quel momento, per fare un esempio che ormai è cartina di tornasole della comunicazione politica, la pagina Fb del presidente del Consiglio pullula di dirette, commenti, interviste, fotografie. E, va senza dire, interazioni.

Un cambio di marcia ben assestato, con lo scopo, verosimilmente, dell’affermazione della propria immagine nell’ottica della creazione di un proprio soggetto partitico.

Ieri, dopo l’audizione al Copasir sul Russiagate, come ha impostato la conferenza stampa? Spiegazioni e, poi, attacco a Salvini. “Io non mi sono sottratto, ora lui spieghi su Savoini e Russia”.

Un selfie di Conte nel corso della sua visita in Irpinia

Invitato ad Avellino a una commemorazione di Fiorentino Sullo, vi partecipa con slancio. Molti lo definiscono “novello democristiano”, alcuni si spingono a paragonarlo a Moro (ma De Mita non gradisce: “Moro meriterebbe maggiore rispetto”). Se fosse vero, sarebbe soltanto un altro democristiano transitato in quella provincia.

Ma questo fa capire un dato importante. Conte si sta posizionando in quel vuoto.

Fateci caso. Lo trovate a tutte le ore, in tutte le trasmissioni, a tutti gli eventi. Pochi giorni fa era all’Eurochocolate di Perugia, dov’erano passati anche Salvini e Berlusconi. Poi all’assemblea di Confesercenti, alla Cottolengo di Torino. Tutto in pochissimi giorni.

Prim’ancora era passato dal Molise e, appunto dall’Irpinia, dove si era fermato in alcune aziende eccellenze mondiali del territorio.

Il suo girare l’Italia, il suo tentativo di conquistare pubblici differenti e trasversali, il suo linguaggio differente e trasversale a seconda dei momenti, le sue concessioni a mini-adunate oceaniche di bambini imbandierati o a gruppetti di nonnine adoranti. Addirittura i suoi selfie! Sì, i tanto vituperati selfie.

Tutto questo ne eleva probabilmente il gradimento. E lo consacra quale neo-democristiano, tenuto a battesimo nella terra dei paleo-democristiani.


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    2 comments
    1. […] Dunque, meglio lasciarla sulla memoria dello smartphone. Non sarebbe per nulla in tema con la nuova comunicazione di Conte. Ho già avuto modo di scrivere e sottolineare come, col cambio di governo, il presidente abbia cambiato anche modo di porsi. Dalla proverbiale “mitezza di Conte” (qui) la svolta si è avuta in favore di un “Giuseppi” ben più audace, presente e trasversale (qui). […]

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